Malga Scrovazze
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  • mag29

    Un itinerario in Lessinia – da Squarantello a Scrovazze tratto da ” Le Contrade di Roverè Veronese ” C.T.G. – Un pò di Storia – Scrovazze o Scrivazze?
    L’ itinerario per arrivare alla Malga può iniziare da Squarantello, meglio conosciuto come Squarantel, contrada posta su un ripiano del versante sinistro del Vajo Squaranto, raggiungibile da Verona lungo la provinciale per Roverè e San Francesco, oppure da Boscochiesanuova per Valdiporro. Si tratta di un antico insediamento (attestato nel XV sec. come Squaranto, così come l’omonima contrada più a sud), che la tradizione popolare vuole sia stato originato da alcuni fiorentini fuggiaschi all’epoca delle lotte tra Guelfi e Ghibellini.

    Al di là della strada che porta a Valdiporro imbocchiamo la mulattiera che sale dolcemente a nord prima per prati e poi entrando in un ombroso bosco di faggi dove ogni tanto incontriamo i resti di qualche antica carbonaia.  Siamo qui  all’ interno del Parco Naturale Regionale della Lessinia che comprende anche le contrade di Squarantello e Scrivazze , inserite in una zona agro-silvo-pastorale. La mulattiera sbucca infine sui prati di contrada Scrivazze (1107 mt.) il cui toponimo deriva dal dialetto veneto “scrozza” che significa “erba che si taglia male, erba poco foraggera” attestata dal 1866 come “Scrovazze“. La contrada è composta da una schiera a L con un paio di tipiche abitazioni con il tetto in pietra ed una serie di stalle con il tetto gotico (una “teda” si incontra prima di giungere alla contrada).

    speriamo un giorno di riuscire a restaurarla...

    Leggermente ad est della contrada si trova un bel capitello con altare ed affreschi, ricoperto da lastre in rosso ammonitico.

    All’ interno sulle pareti laterali è dipinto un Sant’Antonio ed un altro Santo tra angeli, mentre al centro vi è una Madonna con una giovinetta vestita di tunica turchina. Sul soffitto vi è un sole dorato con lo Spirito Santo. I pregevoli affreschi sono dovuti a un ex-voto per il salvataggio di una bambina da una bestia feroce, avvenuto intorno alla metà del 1800.
    Dal capitello risaliamo ora lungo una mulatiera che volge a est e poi a sud entrando in un folto bosco di faggi. Proseguendo in leggera salita giungiamo sotto una parete di roccia con una rientranza un tempo utilizzata come riparo. Si tratta di una parete di oolite di San Vigilio. Risalendo ancora verso est si arriva a contrada Masenello (1226 mt.) attestata a partire dal 1570 è formata da numerose abitazioni e stalle con il tetto in pietra. Salendo ora per la strada bianca che volge a Nord il panorama si amplia con stupende vedute sul versante destro del Vajo Squaranto e sulle dorsali più occidentali. Raggiungiamo così Malga Marianetto (1314 mt.). Proseguiamo lungo la strada che sale a Malga Marian (1383 mt.) sulle pendici meridionali del Monte La Fosca per poi scendere in direzione sud fino al bivio che porta a contrada Falz (1320 mt.). Da qui, scendendo verso ovest per una mulattiera ritorniamo a contrada Masenello e poi o per contrada Scrovazze (dove si può anche pernottare) o attraverso una serie di tornanti nel bosco si ritorna a Squarantello.